A febbraio 2026, il Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare giapponese ha raggiunto un traguardo che molti ricercatori attendevano da tempo: l'approvazione condizionale delle prime terapie al mondo basate su cellule staminali pluripotenti indotte (iPSC). Le due terapie — ReHeart, per l'insufficienza cardiaca grave, e Amchepry, per la malattia di Parkinson — rappresentano la prima transizione commerciale delle iPSC dalla ricerca di laboratorio alla pratica clinica. Il risultato è stato commentato con entusiasmo, ma anche con preoccupazione, dalla comunità scientifica internazionale, come documentato in due recenti articoli su Nature e su Science. Un traguardo epocale della medicina rigenerativa, che tuttavia non è esente da polemiche scientifiche, in primis sul fatto che questa tecnologia non sia ancora pronta per l’uso su larga scala.
La valutazione del rischio è una costante del lavoro di medici e biologi ma, quando si affronta il tema della produzione delle terapie avanzate, diventa l’elemento portante di una costruzione a più piani. Le terapie avanzate (o ATMP) non sono alternative ai farmaci tradizionali, semmai si integrano con essi; hanno un’efficacia elevata derivante da una maggior specificità d’azione, con un complesso iter produttivo che inizia fin dalle prime fasi della ricerca e che spesso si basa sulla manipolazione di cellule del paziente - perciò si dice che “il prodotto è il processo”. Innovazione e sostenibilità nella produzione sono i pilastri di discussione sulle ATMP e sono stati al centro di un incontro, promosso da Cytiva e svoltosi a marzo nel cuore di Roma, a cui hanno partecipato ricercatori nel campo delle biotecnologie, esperti della sfera regolatoria e rappresentanti del mondo di un’industria che sta rivoluzionando i metodi con cui nascono le terapie.
L’immunoterapia è un filone d’oro ancora nel pieno dell’attività, come dimostrano le scoperte degli ultimi anni e lo sviluppo di terapie - ad esempio, le CAR-T o gli anticorpi monoclonali - che hanno rivoluzionato i modelli di cura di patologie dai ridotti margini di speranza. Ma la rivoluzione immunologica è stata possibile grazie all’esplosione tecnologica che ha consentito di modificare alcune componenti del sistema immunitario e di riprogrammarle per attaccare il cancro. Al contempo, gli scienziati hanno rivolto uno sguardo più attento e profondo alle entità di cui è composto il sistema immunitario osservando come dietro termini quali “linfociti T” si nascondano popolazioni cellulari dalle caratteristiche tra loro diverse. È il caso dei linfociti T gamma-delta.
L’Europa è tra i leader mondiali nella ricerca biomedica, ma fatica a trasformare questa eccellenza scientifica in innovazione clinica e industriale. È il cosiddetto “paradosso europeo”: una forte produzione scientifica che non si traduce in un equivalente livello di sperimentazioni cliniche, sviluppo industriale e misure di sostegno al capitale. Per affrontare questo gap, la Commissione europea ha presentato la proposta di Biotech Act, un intervento legislativo che mira a rafforzare l’ecosistema delle biotecnologie e delle terapie avanzate. Ne abbiamo parlato con Michela Gabaldo, Vice President, Head of ATMP Global Regulatory Affairs di Evotec, che commenta così: “Non è la solita legge che introduce nuove prescrizioni operative, ma il primo elemento di un cambiamento legislativo più ampio che l’Europa sta cercando di mettere in campo per recuperare competitività”.
Il 26 marzo 2026, la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha concesso l'approvazione accelerata a marnetegragene autotemcel, la prima terapia genica al mondo indicata per il trattamento del difetto dell'adesione leucocitaria tipo 1 (LAD-1) grave, una rarissima immunodeficienza genetica pediatrica che rende i bambini affetti suscettibili a infezioni ricorrenti e potenzialmente letali. Il prodotto è sviluppato da Rocket Pharmaceuticals e rappresenta il primo farmaco commerciale dell'azienda. L'approvazione della terapia, commercializzata con il nome di Kresladi, è basata sui risultati di uno studio clinico condotto presso l'University of California, Los Angeles (UCLA). Tutti i bambini trattati durante il trial vivono ora con una funzione immunitaria ripristinata.
Lo scorso 2 aprile, presso l'Auditorium Valerio Nobili dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, si è tenuto l'evento "Il futuro è adesso: dai traguardi raggiunti ai nuovi orizzonti con i farmaci a RNA e la terapia genica", che ha sancito la conclusione della fase PNRR del Centro Nazionale per lo Sviluppo di Terapia Genica e Farmaci con Tecnologia a RNA (ne abbiamo parlato qui e qui) e l'avvio di una nuova stagione strategica per la ricerca biomedica italiana. Durante la giornata sono stati presentati i risultati ottenuti grazie agli ingenti investimenti pubblici nel settore. Il Centro entra ora in una fase di consolidamento con fondi fino al 2030.
Website by Digitest.net