Dopo l’inchiesta di PresaDiretta e le segnalazioni di pazienti, è stata presentata un’interrogazione parlamentare sul presunto traffico illecito di trattamenti non autorizzati
Dopo l’inchiesta di PresaDiretta andata in onda su Rai 3 il 1° marzo 2026 - durante la quale è stato anche evidenziato il ruolo di Osservatorio Terapia Avanzate nella corretta informazione sulle terapie cellulari e nel sensibilizzare pazienti e cittadini sul fenomeno delle truffe terapeutiche - il caso delle pseudo-terapie a base di cellule staminali somministrate a domicilio in Italia arriva in Parlamento. Il 5 marzo, l’Onorevole Ilenia Malavasi (PD) ha presentato alla Camera un’interrogazione ai Ministri della Salute e dell’Interno chiedendo verifiche e interventi per fare luce su un presunto traffico illecito di trattamenti non autorizzati e potenzialmente pericolosi per i pazienti.
L’INCHIESTA TELEVISIVA
L’interrogazione parlamentare nasce dall’inchiesta giornalistica firmata da Daniela Cipolloni e Cesarina Trillini per la trasmissione PresaDiretta, che ha documentato un presunto sistema di pseudo-terapie a base di cellule staminali offerte a pagamento a pazienti affetti da patologie gravi e spesso incurabili.
Secondo quanto riportato nel servizio televisivo, questi trattamenti verrebbero proposti come possibili cure per malattie come SLA, sclerosi multipla, Parkinson, Alzheimer, patologie oncologiche, malattie autoimmuni e disturbi dello spettro autistico. Tuttavia, tali procedure non risultano autorizzate dagli enti regolatori sanitari italiani ed europei e non hanno validazione scientifica.
Le testimonianze raccolte dalla trasmissione descrivono un sistema che farebbe leva sulla vulnerabilità di persone affette da patologie gravemente invalidanti o terminali, prospettando benefici terapeutici non supportati da evidenze scientifiche.
TRATTAMENTI INVASIVI SOMMINISTRATI FUORI DA STRUTTURE SANITARIE
Secondo quanto emerso dall’inchiesta, i trattamenti verrebbero somministrati direttamente nelle abitazioni private dei pazienti da una presunta “équipe medica” composta da persone provenienti dalla Polonia e dalla Bielorussia. Stando a quanto riportato, tali operatori non risulterebbero neanche abilitati all’esercizio della professione medica.
Le procedure descritte includerebbero interventi invasivi come iniezioni intratecali, infusioni endovenose, iniezioni intramuscolari e somministrazioni tramite spray nasale, oltre a elettrostimolazioni. Trattamenti di questo tipo, se effettuati al di fuori di strutture sanitarie autorizzate e senza adeguati controlli, comportano potenziali rischi rilevanti per la sicurezza dei pazienti.
L’azienda promotrice dei trattamenti si presenterebbe come una “clinica leader di medicina rigenerativa avanzata” con il nome di Biocells Medical, con sede a Varsavia, offrendo procedure a pagamento per cifre che, secondo quanto riportato, possono arrivare a decine di migliaia di euro.
L’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE
Nell’interrogazione presentata il 5 marzo 2026 alla Camera dei deputati, l’Onorevole Malavasi chiede ai Ministri della Salute e dell’Interno se siano a conoscenza dei fatti riportati nell’inchiesta e se siano state avviate verifiche da parte delle autorità competenti.
In particolare, il testo chiede di chiarire i seguenti punti:
- se i Carabinieri del NAS o altre autorità sanitarie e di pubblica sicurezza abbiano già avviato accertamenti o ispezioni;
- quali iniziative di controllo e monitoraggio si intendano adottare per prevenire il ripetersi di simili condotte;
- se siano previste azioni per impedire l’ingresso e l’operatività in Italia di soggetti che esercitano abusivamente professioni sanitarie;
- quali strumenti si intendano rafforzare per contrastare la promozione online di pseudo-terapie non autorizzate.
L’interrogazione solleva inoltre la possibilità di rafforzare la cooperazione con le autorità polacche e bielorusse, considerando i possibili profili di transnazionalità del fenomeno.
LA NECESSITÀ DI INFORMARE I PAZIENTI
Tra i punti evidenziati nel documento parlamentare c’è anche la richiesta di promuovere una campagna informativa istituzionale rivolta ai pazienti e alle famiglie. L’obiettivo sarebbe chiarire che le terapie a base di cellule staminali per le patologie elencate possono, ad oggi, essere utilizzate solo nell’ambito di sperimentazioni cliniche autorizzate e controllate dagli enti regolatori competenti.
Il tema è stato nuovamente citato anche nella puntata di PresaDiretta andata in onda domenica 8 marzo, durante la quale è stato riferito che continuano ad arrivare segnalazioni e richieste di informazioni da parte di pazienti e familiari contattati per questi trattamenti.
Questi sono temi molto cari anche a Osservatorio Terapie Avanzate, che da anni promuove una corretta informazione in ambito biomedico, con particolare attenzione proprio alle cellule staminali. Dopo la puntata del 1° marzo la redazione di OTA ha ricevuto diverse email di pazienti e caregiver che ci hanno ringraziato per le informazioni date e che ci hanno chiesto chiarimenti, spesso proprio perché erano alla ricerca di trattamenti a base di cellule staminali e ora sono consapevoli dei rischi che potrebbero correre.
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