Incoraggianti i risultati a 5 anni dalla somministrazione della terapia per la neuropatia ottica ereditaria di Leber: si aprono nuove prospettive per il trattamento di questa rara malattia mitocondriale
La neuropatia ottica ereditaria di Leber (LHON) è una malattia genetica rara che porta a una rapida e progressiva perdita della vista, principalmente nei giovani adulti. Questa patologia è causata da mutazioni nel DNA mitocondriale, in particolare nel gene MT-ND4. Recentemente, l’azienda GenSight Biologics ha annunciato di aver ottenuto risultati promettenti nello studio clinico di follow-up - i partecipanti sono stati seguiti per cinque anni dopo somministrazione della terapia genica lenadogene nolparvovec (nome commericiale Lumevoq) - offrendo nuove speranze per i pazienti affetti da LHON. I dati sono stati pubblicati sulla rivista JAMA Ophtalmology a dicembre 2024.
FORNIRE IL GENE ND4 FUNZIONALE
Lenadogene nolparvovec è una terapia genica sperimentale sviluppata per trattare la LHON causata dalla mutazione del gene MT-ND4. La terapia prevede una singola iniezione intravitreale, mirata a fornire una copia funzionante del gene alle cellule gangliari della retina tramite l’uso di un vettore derivato da un virus adeno-associato (AAV). L’iniezione del farmaco consente al vettore di penetrare nelle cellule retiniche, dove il gene terapeutico viene espresso per migliorare la funzione mitocondriale compromessa dalla mutazione e, di conseguenza, migliorare la visione.
CINQUE ANNI DI STUDIO RESTORE
I 62 pazienti che avevano partecipato agli studi clinici di Fase III – RESCUE e REVERSE - sono stati seguiti per un periodo di cinque anni nello studio a lungo termine RESTORE. I partecipanti erano stati sottoposti alla terapia genica unilateralmente, cioè in un solo occhio. I risultati hanno evidenziato un miglioramento bilaterale sostenuto dell'acuità visiva corretta (BCVA) e un profilo di sicurezza favorevole, suggerendo un possibile effetto sistemico della terapia.
Non vanno dimenticati i dati dello studio REFLECT (ne avevamo parlato qui), anche questo di Fase III, che si differenzia dai due studi precedenti per la somministrazione sia bilaterale (in entrambi gli occhi) che monolaterale (in un solo occhio) della terapia, contro la somministrazione esclusivamente unilaterale dei primi due studi. Includendo anche questo studio (che però non viene considerato nei dati della pubblicazione su JAMA Ophthalmology), finora i pazienti trattati sono 189.
Due anni dopo il trattamento, il 66,1% dei pazienti aveva già mostrato un miglioramento clinicamente significativo rispetto al punto più basso della loro acuità visiva. E, a cinque anni dal trattamento, questo miglioramento è stato mantenuto e sono stati rari gli eventi avversi.
UN PASSO AVANTI PER LA TERAPIA GENICA IN OFTALMOLOGIA?
Questi risultati suggeriscono che lenadogene nolparvovec potrebbe offrire un beneficio duraturo per i pazienti affetti da LHON con mutazione del gene MT-ND4, una condizione notoriamente associata a una prognosi visiva sfavorevole. La persistenza del miglioramento visivo a cinque anni indica il potenziale della terapia genica nel modificare il decorso naturale della malattia. L’approvazione di lenadogene nolparvovec da parte della Commissione europea è un traguardo atteso da molti pazienti: ad oggi, infatti, non esiste un trattamento risolutivo per questa malattia. Nel 2023, però, l’azienda aveva ritirato la domanda di autorizzazione in seguito al parere negativo del Comitato per le Terapie Avanzate dell’European Medicines Agency (EMA) (ne avevamo parlato qui). Chissà se questi nuovi risultati saranno utili per far sì che l’azienda ripresenti il dossier all’ente regolatorio.





