
Osservatorio Terapie Avanzate realizza e aggiorna costantemente le tabelle che riassumono lo stato di approvazione delle terapie avanzate in Europa e in Italia e le terapie avanzate rimborsate in Italia.
Le tabelle sono scaricabili gratuitamente e disponibili ai seguenti link:
Ci sono nomi talmente evocativi da non necessitare di spiegazioni ed “Ebola” è uno di quelli: da cinquant’anni questo nome è abbinato a un virus letale e, per estensione, a una malattia in grado di falciare ferocemente migliaia di vite. Alcuni mesi fa l’esplosione di un nuovo focolaio di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo ha riportato in primo piano la pericolosità del contagio, facendo scattare un’emergenza mondiale che ha riportato in primo piano la corsa che da anni si sta facendo per mettere a punto un vaccino efficace. Grazie ai passi avanti fatti nella messa a punto di nuove tipologie di vaccini durante la pandemia da COVID, oggi le prospettive di successo sono aumentate rispetto al passato.
Il 1° luglio 2026 la Food and Drug Administration (FDA) ha approvato l'estensione dell'indicazione di Casgevy (exagamglogene autotemcel, exa-cel) ai pazienti a partire dai 2 anni di età con anemia falciforme (SCD) caratterizzata da crisi vaso-occlusive ricorrenti o con beta-talassemia trasfusione-dipendente (TDT). Si tratta della prima terapia genica approvata per bambini così piccoli affetti da anemia falciforme grave. Fino a oggi Casgevy, sviluppato da Vertex Pharmaceuticals in collaborazione con CRISPR Therapeutics, era autorizzato negli Stati Uniti solo dai 12 anni in su. La decisione arriva a poco più di due anni e mezzo dalla prima approvazione regolatoria assoluta per una terapia basata sull’editing genetico.
Tra il prelievo di un organo da un donatore e il suo impianto nel ricevente trascorrono alcune ore che, fino a pochi anni fa, avevano come unico scopo quello di conservarlo nelle migliori condizioni possibili. Oggi, invece, potrebbero trasformarsi in un'opportunità per intervenire direttamente sul tessuto prima del trapianto. I ricercatori della startup CasNx stanno sviluppando una piattaforma basata su CRISPR da utilizzare durante la perfusione meccanica per modulare temporaneamente l'espressione di geni coinvolti nel rigetto immunologico, nell'infiammazione e nelle infezioni virali - tre dei principali fattori che possono compromettere la qualità di un organo e portarne all'esclusione dal trapianto. La strategia è descritta in una roadmap pubblicata il mese scorso su Nature Reviews Bioengineering.
L’inizio del nuovo millennio ha cambiato il modo di diagnosticare e curare i linfomi e le leucemie, con strumenti accurati per distinguere meglio tra una forma di malattia e l’altra e, di conseguenza, interpretare le cure con maggior precisione e con un più elevato livello di personalizzazione. Se c’è un ambito in cui la medicina basata sul profilo del paziente ha espresso il suo massimo potenziale è l’onco-ematologia, tuttavia quando anche il fronte di cura più avanzato cede al ritorno della malattia, le speranze si fanno più sottili e gli interrogativi crescono: perché in alcuni pazienti affetti da leucemia mieloide acuta, il trapianto allogenico non basta e la malattia va in recidiva? La risposta a questa domanda si trova in uno studio, recentemente pubblicato su Journal of Clinical Oncology e guidato dal professor Luca Vago, coordinatore della Disease Unit Leucemie Acute al Comprehensive Cancer Center dell’IRCCS Ospedale San Raffaele.
Con una popolazione che invecchia e un carico crescente di malattie croniche legate all'età, il costo – non solo economico ma anche emotivo, per gli individui, le famiglie e la società - rischia di diventare molto importante se non si interviene. Al WOMA Forum, Marco Quarta - scienziato ed imprenditore, co-fondatore e Chief Scientific Officer di Rubedo Life Sciences - ha delineato i contorni di un campo che è ancora giovane ma già operativo: la medicina dell’invecchiamento. Intervistato da Osservatorio Terapie Avanzate, Quarta chiarisce subito l'equivoco più comune: l'obiettivo non è allungare la vita, ma estenderne la qualità, agendo sui meccanismi biologici dell'invecchiamento che la ricerca ha iniziato a chiarire negli ultimi anni. L'ambizione è trattare queste condizioni decenni prima che si manifestino, spostando la medicina da un modello reattivo a uno anticipatorio e preventivo.
Un anno fa l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) concedeva il rimborso a exagamglogene autotemcel, destinata a diventare la prima terapia genica basata su CRISPR autorizzata in Italia: un traguardo storico che ha messo i pazienti affetti da beta-talassemia trasfusione-dipendente nelle condizioni di ricevere un trattamento in grado di liberarli dalla schiavitù delle trasfusioni. Perciò, oggi, la notizia dell’avvio di uno studio clinico di Fase IIb su una terapia genica tutta italiana, rivolta al trattamento di pazienti con un analogo profilo di malattia, non solo rappresenta la conferma di una chiara direzione della ricerca, ma esprime la volontà di individuare una soluzione che contrasti la malattia restituendo al contempo una buona qualità di vita ai malati.
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