Secondo una ricerca australiana pubblicata a luglio su Nature Communcations, CRISPR potrebbe essere utile anche contro la trasmissione del coronavirus SARS-CoV-2. Stando ai test di laboratorio, CRISPR si lega a delle specifiche sequenze di RNA virale, degradando i segmenti necessari alla replicazione del virus all’interno delle cellule umane. Considerata la recente e, purtroppo, veloce comparsa di nuove varianti del coronavirus, è necessario trovare approcci innovativi in grado di superare i problemi che possono rallentare la ricerca: l’editing genomico potrebbe essere un’interessante opzione, anche se è ancora presto per parlare di applicazione clinica.
Un neo sospetto, un eritema, una strana macchiolina: le malattie della pelle sono tante e non sempre facili da distinguere per un occhio non esperto. Eppure, complici le lunghe attese per una visita specialistica, ogni anno sono quasi 10 miliardi le ricerche su Google dedicate ai problemi dermatologici. Per aiutare i pazienti, ma anche i medici, Google ha sviluppato un sistema di “deep learning” (DLS) che riconosce le 26 più comuni alterazioni o malattie della pelle usando la fotocamera di uno smartphone. Il sistema, marcato CE dalla Comunità Europea, ha un’accuratezza paragonabile a quella dei dermatologi, e superiore a quella dei medici non specialisti, ed è in grado di eseguire anche diagnosi differenziali tra malattie visivamente simili. Uno studio, pubblicato su Nature Medicine, ha evidenziato le potenzialità del DLS in ambito dermatologico.
Dalla fine degli anni Ottanta, ogni discussione in merito al trattamento dell’adrenoleucodistrofia trovava sbocco nel sospirato motto “waiting for gene therapy”, aspettando la terapia genica. Ebbene, da adesso una terapia genica destinata a combattere la forma neurologica precoce diventa realtà. È del 19 luglio la notizia che elivaldogene autotemcel - trattamento “one shot” sviluppato da bluebird bio con il nome commerciale Skysona – ha ricevuto l’Autorizzazione all’Immissione in Commercio (AIC) dalla Commissione Europea (CE). Ciò rappresenta il passaggio finale di un percorso iniziato molti anni prima con gli studi preclinici e che, dopo infinite difficoltà e ingenti investimenti, rende disponibile una terapia innovativa per tutti quei pazienti senza possibilità di cura.
Il Cognoa ASD Diagnosis Aid è il primo software basato sull'apprendimento automatico (machine learning) destinato ad aiutare gli operatori sanitari a diagnosticare il disturbo dello spettro autistico nei bambini dai 18 mesi ai 5 anni di età che presentano potenziali sintomi del disturbo. È di inizio giugno la notizia che la Food and Drug Administration (FDA) ha concesso l’autorizzazione all’immissione in commercio di questo device negli Stati Uniti. I dispositivi tecnologici possono aiutare a diagnosticare, prevenire e trattare una varietà di disturbi e condizioni neurologiche e la FDA lavora per favorire l’accesso a questi strumenti conducendo ricerche sulle innovazioni portate dalla digital health e controllandone la sicurezza.
In principio erano due – e dai nomi impronunciabili: tisagenlecleucel e axicabtagene ciloleucel - le terapie a base di cellule CAR-T in sviluppo clinico e in arrivo sul mercato. Ma oggi questa nuova tipologia di trattamento per combattere alcuni tumori sta guadagnando sempre più spazio nelle pipeline delle aziende farmaceutiche e nel panorama delle terapie avanzate. Sospinte da risultati sempre più incoraggianti contro alcune forme di leucemia e linfoma refrattarie a più linee di trattamento, sono velocemente arrivate sul mercato – anche grazie all’adozione di formule innovative di rimborso come il ‘payment at results’ - e hanno continuato ad essere oggetto di studio e ricerca, anche sul delicato terreno dei tumori solidi. Ma quante sono oggi quelle già disponibili? E quali sono quelle più vicine ad essere immesse sul mercato?
Senza l'enzima AADC funzionante, il corpo non può produrre alcuni neurotrasmettitori, molecole che servono come messaggeri tra le cellule nervose. Questo interrompe la comunicazione tra il cervello e altre parti del corpo, ostacolando il normale sviluppo e causando diversi sintomi specifici, tra cui debolezza muscolare e movimenti incontrollabili di mani e piedi. Il deficit di decarbossilasi degli L-aminoacidi aromatici (AADC) è una malattia genetica rara caratterizzata proprio da una carenza di questo enzima fondamentale ed è protagonista di uno studio sulla terapia genica che ha l’obiettivo di fornire all’organismo una copia sana del gene DDC. Stando all’articolo pubblicato su Nature Communications lo scorso 12 luglio, i risultati sembrano incoraggianti.
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