trial clinici, terapie avanzate

Un’analisi dei trial clinici più recenti nel settore degli ATMP conferma il grande potenziale di questi trattamenti e indica come migliorare qualità, durata e trasparenza degli studi  

Nell’ultimo decennio, l’interesse verso le terapie avanzate è cresciuto in modo esponenziale: attualmente sono in via di sviluppo oltre 4mila strategie sperimentali - basate su terapie geniche, cellulari o a RNA - e sono in corso oltre 2mila studi clinici nel mondo (dati Landscape Report Q3 2025 ASGCT). Parallelamente, l’aumento della disponibilità di terapie innovative, incluse soluzioni per il trattamento di patologie pediatriche, ha alimentato forti aspettative di progresso clinico. Per questo, è necessario che i trial siano disegnati e realizzati nel miglior modo possibile. Una recente revisione della letteratura, pubblicata su Molecular Therapy Advances, ha analizzato, per la prima volta, il disegno degli studi clinici sulle terapie avanzate condotti dal 2022 al 2024, valutandone la qualità e mettendo in luce criticità utili per rendere i futuri trial più omogenei e robusti.

I prodotti medicinali di terapie avanzate (ATMP) sono definiti in modo diverso nei vari contesti regolatori: nell’Unione europea comprendono terapie geniche, cellulari somatiche e prodotti di ingegneria tessutale; negli Stati Uniti la Food and Drug Administration li classifica come prodotti di terapia cellulare e genica; in Giappone sono classificati come prodotti di medicina rigenerativa. Al di là delle definizioni, però, rappresentano opzioni innovative per patologie prive di cure efficaci e trovano applicazione in malattie genetiche rare, tumori, patologie immunitarie e medicina rigenerativa. Dal 2007, la loro valutazione in Europa è coordinata dall’EMA, con differenze regolatorie tra USA, UE e Giappone.  

Tra il 1999 e il 2015 sono stati registrati 939 studi clinici con ATMP, con un incremento progressivo, cui si sono aggiunti 583 studi fino al 2022. Questi studi per le terapie avanzate seguono un percorso regolatorio rigoroso ma talvolta accelerato, che può basarsi anche su dati iniziali meno completi, proprio perché si rivolgono a patologie per le quali non esiste alcun trattamento specifico efficace. Molti trial su ATMP condotti finora sono, tuttavia, di piccole dimensioni, in aperto, non randomizzati e a braccio singolo. Per questo, gli autori della recente review, che vede anche il supporto del progetto europeo JOINT4ATMP, e hanno evidenziato che il livello di evidenza degli studi clinici condotti con ATMP è eterogeneo e può essere migliorato, sia in termini di disegno che nel modo di riportare i dati, proponendo anche alcune raccomandazioni per migliorare il livello delle evidenze.  

Nel dettaglio, il team francese ha analizzato 276 studi pubblicati tra il 2022 e il 2024: il 28% ha riguardato terapie CAR-T, il 22% altre terapie geniche e il 50% terapie cellulari somatiche. Gli studi su CAR-T erano soprattutto nel settore delle neoplasie ematologiche, le terapie geniche in quello delle malattie genetiche o congenite, le terapie cellulari somatiche in un ventaglio più ampio di condizioni cliniche. Dal punto di vista metodologico, quasi la metà degli studi è stata condotta in un singolo centro (48%), il 63% si collocava in fasi precoci di sviluppo clinico e il 74% prevedeva la somministrazione di una singola dose di trattamento. La randomizzazione (cioè l’assegnazione casuale del trattamento o di un placebo ai partecipanti) era presente in circa un terzo dei trial, più frequentemente nelle terapie cellulari somatiche (43%). La dimensione dei campioni analizzati era relativamente contenuta, ma più elevata negli studi sulle CAR-T (26 pazienti, rispetto a 15 per le altre terapie geniche e 20 per le terapie cellulari somatiche). Da notare che numeri così contenuti sono spesso dovuti alla rarità delle patologie oggetto di studio. Il follow-up mediano era, invece, più lungo nelle terapie geniche (23,5 mesi, contro 15,4 per le CAR-T e 12,2 per le terapie cellulari somatiche). 

Alla luce di queste osservazioni, gli autori della review hanno proposto alcune raccomandazioni per rendere gli studi clinici sui medicinali di terapia avanzata più solidi e affidabili, suddivise in tre aree principali. La prima area riguarda il disegno dello studio: suggeriscono di usare approcci adattivi, che permettono di avere un gruppo di controllo, pur concentrando più pazienti sul trattamento più promettente. Un approccio utile soprattutto nel caso di malattie rare e di pazienti fragili. Inoltre, per compensare i limiti dei trial a braccio singolo, raccomandano di integrare i dati con confronti esterni o con dati reali provenienti da registri o dalla vita quotidiana dei pazienti (Osservatorio Terapie Avanzate ne aveva parlato qui), per avere un’idea più realistica dell’efficacia del trattamento. La seconda area riguarda il follow-up e la condivisione dei dati: molti studi seguono i pazienti per meno di due anni, ma è importante monitorarli più a lungo, anche tramite studi di estensione o registri, e condividere questi dati per valutare meglio sicurezza ed efficacia nel tempo. Infine, la terza area di miglioramento riguarda la comunicazione dei risultati degli studi: gli autori invitano a seguire le linee guida internazionali, a registrare correttamente gli studi prima dell’inizio, a garantire coerenza tra gli obiettivi dichiarati e quelli pubblicati e a spiegare sempre scelte importanti come la dimensione del campione e la durata del follow-up, oggi spesso non riportate. 

In conclusione, le terapie avanzate rappresentano una delle frontiere più promettenti della medicina contemporanea e gli studi clinici condotti finora hanno avuto un ruolo essenziale nel portare queste innovazioni dal bancone del laboratorio ai pazienti. Allo stesso tempo, la revisione evidenzia come il percorso di valutazione possa essere ulteriormente rafforzato: maggiore omogeneità nei disegni, follow-up più lunghi e una comunicazione più completa dei dati contribuirebbero a ridurre l’incertezza e a consolidare la fiducia nelle evidenze disponibili. Non si tratta, quindi, di mettere in discussione il valore dei trial esistenti, ma di accompagnare l’evoluzione delle terapie avanzate con standard metodologici sempre più solidi, all’altezza del loro potenziale clinico. 

Con il contributo incondizionato di

Website by Digitest.net



Questo sito utilizza cookies per il suo funzionamento Maggiori informazioni