Terapia cellulare, darvadstrocel, alofisel

Un recente studio ha dimostrato che non è possibile fornire ulteriori dati a supporto dell’efficacia del farmaco utilizzato per trattare le fistole perianali complesse negli adulti affetti da malattia di Crohn

Darvadstrocel (nome commerciale Alofisel) è una terapia cellulare approvata in Europa dal 2018 per il trattamento delle fistole perianali complesse – cioè passaggi anomali tra la parte inferiore dell'intestino e la pelle vicino all'ano - negli adulti affetti da malattia di Crohn luminale non attiva/lievemente attiva, nei casi in cui le fistole hanno mostrato una risposta inadeguata ad almeno una terapia convenzionale o biologica. A dicembre 2024 Takeda Pharma, l’azienda che la produce, ha ritenuto di non poter fornire ulteriori dati sull'efficacia del farmaco, come invece era stato richiesto dall’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA), e ha quindi deciso di ritirare il farmaco dal mercato e di interrompere dallo scorso dicembre ogni trattamento sui pazienti. L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha ratificato la decisione dell’EMA e ora si attende la delibera definitiva anche da parte della Commissione europea.

Al momento dell’autorizzazione, il beneficio della terapia cellulare basata su un preparato di cellule staminali mesenchimali adulte umane allogeniche espanse è stato considerato modesto. Come scritto nella nota di AIFA, “l'autorizzazione iniziale di Alofisel in UE si basava sui risultati dello studio registrativo di fase 3 ADMIRE-CD controllato con placebo. Considerate le dimensioni ridotte della popolazione (n = 212) e il modesto beneficio osservato nello studio ADMIRE-CD (una differenza del 15,8% tra la popolazione intention-to-treat modificata e il placebo a 24 settimane), Takeda ha fornito all’EMA i risultati dello studio ADMIRE-CD II, uno studio in corso in quel momento, per confermare l'efficacia di Alofisel (una differenza del 2,4% tra la popolazione “intention-to-treat” e il placebo a 24 settimane)”.

All'azienda produttrice è stato quindi chiesto di fornire i risultati finali di uno studio più ampio. Lo studio ADMIRE-CD II, randomizzato con placebo che ha coinvolto 568 pazienti, non ha raggiunto il suo endpoint primario di remissione combinata a 24 settimane o nessuno dei suoi endpoint secondari. In poche parole, non ha dimostrato che Alofisel è più efficace del placebo. Questa era una misura post-autorizzativa concordata con l’EMA al momento dell’approvazione iniziale per confermare il beneficio clinico della terapia. Il profilo di sicurezza di darvadstrocel è risultato coerente con gli studi precedenti.

La valutazione è stata effettuata dal Comitato per le Terapie Avanzate (CAT) dell'EMA, gruppo di lavoro responsabile delle questioni relative ai Medicinali di Terapie Avanzate (ATMP) per uso umano. I dati disponibili indicano che il beneficio clinico di darvadstrocel non è dimostrato e non supera i rischi associati al suo utilizzo. Come indicato nella comunicazione da parte di EMA, “nessun nuovo paziente deve essere trattato con Alofisel dopo il 13 dicembre 2024”, decisione che è stata ratificata il 19 dicembre da AIFA (nel nostro Paese darvadstrocel è stato autorizzato all’immissione in commercio nel settembre 2018 ma senza rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale). Ora manca solo l’ultimo step - la decisione finale emessa dalla Commissione europea – per aggiungere Alofisel nella lista delle terapie avanzate ritirate che ora raggiungerà il numero 8.

È possibile consultare la lista delle terapie avanzate autorizzate in Europa e in Italia e quella dedicata alle terapie avanzate rimborsate in Italia scaricando le tabelle di Osservatorio Terapie Avanzate:


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