“Se hai avuto un contatto con una persona positiva al COVID-19 o accusi i sintomi della malattia (soprattutto tosse, febbre e indolenzimento) devi fare il tampone”. Probabilmente questa è una delle frasi più ripetute in questo anno di pandemia ed è difficile trovare qualcuno che, ad oggi, non sia ancora mai ricorso al famoso tampone. Nonostante ciò, molte persone fanno ancora confusione tra test molecolare, antigenico e sierologico, e ricorrere al test sbagliato – in un momento in cui il conteggio dei nuovi positivi rimane terribilmente alto e bisogna continuare a mirare a diagnosi, isolamento e cure tempestive – può creare gravi danni. Per questo motivo Osservatorio terapie Avanzate ha realizzato un’infografica (scaricabile QUI) che illustra in maniera semplice le differenze tra i vari test, diagnostici ed epidemiologici, per l’identificazione del virus SARS-CoV-2.
La scoperta di una nuova cellula del tessuto osseo ribattezzata “osteomorfo” abbatte un dogma sul ciclo vitale dell’osso e apre nuove prospettive per il trattamento delle più comuni malattie dello scheletro. Grazie a una sofisticata tecnica di microscopia in vivo, un team di oltre quaranta ricercatori ha osservato per primo questo nuovo tipo di cellula nei topi. Gli osteomorfi derivano dal riciclo degli osteoclasti, le cellule responsabili del riassorbimento del tessuto osseo. Ma hanno una firma genetica unica e diversa dai loro precursori, che è stata associata ad aspetti strutturali e funzionali dello scheletro e a patologie come l’osteoporosi. Lo studio è stato pubblicato a febbraio su Cell.
L’incontro sui banchi dell’università, alla facoltà di Biotecnologie, tra Valentina Fossati e Angela Simone non ha solamente prodotto una duratura amicizia ma ha permesso a queste due donne di confezionare un’opera di grande valore per comprendere a pieno il significato e il valore di due delle nuove frontiere della medicina moderna: le cellule staminali e la terapia genica.
I risultati degli studi clinici evidenziano l’importanza dello screening neonatale per l’atrofia muscolare spinale (SMA): i bambini trattati precocemente con onasemnogene abeparvovec - la terapia genica nota con il nome commerciale Zolgensma - hanno raggiunto traguardi motori appropriati all’età, rientranti nei parametri di normale sviluppo definiti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Inoltre, i dati di follow-up a lungo termine hanno dimostrato un beneficio clinico prolungato anche negli anni successivi alla somministrazione. I risultati, presentati durante la conferenza virtuale 2021 della Muscular Dystrophy Association, confermano anche un profilo di sicurezza favorevole per quel che riguarda il trattamento pre-sintomatico.
Certe storie confermano che se si imbocca la giusta direzione si possono ottenere risultati impensabili. Anche nei contesti più difficoltosi. Nel mondo della biologia e della medicina ciò ha il profumo di una nuova frontiera terapeutica, come dimostra l’esperienza dei ricercatori del Centro Cardiologico Monzino IRCCS e dell’Università di Milano che hanno messo a frutto dieci anni di ricerca nel campo della terapia cellulare e della cardiologia, spingendo sui binari dello sviluppo quanto appreso studiando una particolare popolazione di cellule. Lunghi anni di ricerca che, grazie anche alla creazione di una start up italiana, potranno essere tradotti in una terapia concretamente applicabile ai pazienti.
Il progetto “Terapia digitale per il trattamento della obesità” nasce tra Milano - sede della società daVinci Digital Therapeutics - e Verona, nell’ambito dei Joint Project 2019 dell’Università di Verona. Un progetto che vede il coinvolgimento del Dipartimento Scienze Chirurgiche, Odontostomatologiche e Materno-infantili, con il professor Mauro Zamboni (primo ricercatore dello studio), e del Dipartimento Bio-informatica, con il professor Graziano Pravadelli. Obiettivo della collaborazione è quello di sviluppare, con uno studio pilota, una terapia digitale per il trattamento dell’obesità. Abbiamo intervistato Giuseppe Recchia, co-fondatore e CEO di daVinci Digital Therapeutics.
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