terapia cellulare, diabete

Una terapia sperimentale, a base di cellule beta pancreatiche differenziate a partire da cellule staminali, ha dato buoni risultati negli studi clinici di Fase I/II 

Le cellule staminali pluripotenti offrono molte possibilità per la medicina rigenerativa, perché possono differenziarsi in cellule mature capaci di sostituire quelle danneggiate da una malattia. Diversi studi hanno dimostrato che da queste cellule si possono ottenere cellule beta e alfa pancreatiche, produttrici di insulina e glucagone, ripristinando l’equilibrio glicemico in modelli animali di diabete. Su queste basi è stata sviluppata VX-880, una terapia sperimentale in fase di valutazione clinica a base di cellule beta pancreatiche derivate da cellule staminali. I dati del trial clinico FORWARD-101 sono stati presentati al congresso annuale dell’American Diabetes Association (ADA), svoltosi a fine giugno a Chicago, e pubblicati sul New England Journal of Medicine.

Oltre 8 milioni di persone nel mondo convivono con il diabete di tipo 1. Questa malattia cronica è causata dalla distruzione autoimmune delle cellule beta, presenti specificamente nelle isole di Langerhans del pancreas, addette alla produzione di insulina, l’ormone che consente alle cellule di assorbire e utilizzare il glucosio per produrre energia. Le persone con diabete di tipo 1 presentano un elevato livello di zuccheri nel sangue e sono costrette a ricorrere per tutta la vita alla somministrazione di insulina, solitamente tramite iniezioni sottocutanee.

Tuttavia, circa il 75% delle persone con diabete di tipo 1 non raggiunge valori di glicemia adeguati, secondo le indicazioni delle società scientifiche, con un aumentato rischio di complicanze a lungo termine, come retinopatia, neuropatia, nefropatia, malattie cardiovascolari e morte precoce. D’altra parte, la necessità di controllare costantemente la glicemia per tarare la somministrazione di insulina può causare eventi ipoglicemici gravi, cioè un abbassamento troppo repentino della glicemia, che porta a perdita di coscienza, crisi epilettiche e, nei casi più seri, coma e morte. Nonostante i progressi terapeutici nel trattamento del diabete di tipo 1, le opzioni disponibili rimangono quindi onerose per i pazienti e non offrono la precisione, accuratezza e affidabilità della regolazione fisiologica della glicemia, che si otterrebbe ripristinando la funzione delle isole pancreatiche

VX-880 (zimislecel) è una terapia sperimentale, sviluppata Vertex Pharmaceuticals, composta da cellule beta pancreatiche, completamente differenziate a partire da cellule staminali e progettate per produrre insulina in risposta al glucosio. La terapia è somministrata per via endovenosa nella vena porta epatica e richiede immunosoppressione cronica. Attualmente in studio clinico di FaseI/II/III - FORWARD-101, condotto negli Stati Uniti, Canada, Europa, Gran Bretagna e Svizzera - VX-880 ha ricevuto le designazioni RMAT e Fast Track (FDA), PRIME (EMA) e Innovation Passport (UK MHRA). Dopo i promettenti risultati preliminari osservati nel primo paziente trattato nel 2021 (Osservatorio Terapie Avanzate ne ha parlato qui) , l’azienda ha recentemente condiviso i dati aggiornati e inerenti alla della Fase I/II dello studio clinico con VX-880.

Il trial ha incluso 12 pazienti che hanno ricevuto una singola infusione a dose piena di VX-880 e sono stati monitorati per almeno un anno (dato aggiornato a ottobre 2024). I risultati hanno mostrato un buon attecchimento delle cellule, con produzione endogena di C-peptide (un frammento proteico prodotto nel pancreas durante la sintesi dell’insulina) in risposta al glucosio, stabile per tutto l’anno di follow-up. Tutti i pazienti hanno, inoltre, raggiunto il target di emoglobina glicata (esame che misura la quantità di glucosio legata all'emoglobina nei globuli rossi) indicato dalle società scientifiche - minore del 7% - e il range glicemico si è mantenuto nel tempo. È importante notare che non è stato osservato nessun evento ipoglicemico grave dal giorno 90 in poi e che ben 10 su 12 pazienti (83%) non hanno più necessitato di insulina dopo 12 mesi. Oltre ai buoni risultati di efficacia, il trattamento con VX-880 è risultato ben tollerato.

A inizio 2022, Vertex Pharmaceuticals ha anche avviato uno studio clinico di Fase I progettato per valutare la sicurezza, la tollerabilità e i meccanismi di evasione immunitaria di VCTX210, terapia allogenica in cui le cellule staminali vengono modificata geneticamente grazie a CRISPR. L’obiettivo è sempre il trattamento del diabete di tipo 1: in questo caso, si tratta della prima terapia basata sull’editing genomico per questa malattia cronica.

Vertex non è la sola azienda impegnata nella ricerca sulle terapie avanzate per il diabete mellito di tipo 1. Per quanto riguarda le terapie cellulari, il primato spetta CellTrans - spin-off dell’Università dell’Illinois – che ha sviluppato donislecel (nome commerciale Lantidra) e che ha già ottenuto, due anni fa, l’autorizzazione all’immissione in commercio della terapia da parte della Food and Drug Administration (FDA) statunitense.

La ricerca su terapie innovative per il diabete di tipo 1 sta compiendo passi significativi, avvicinandosi all’obiettivo di un trattamento che non si limiti a controllare la malattia, ma ne affronti la causa. I risultati finora ottenuti sono incoraggianti e aprono la strada a una possibile rivoluzione nella gestione del diabete.

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