La settima puntata di “Reshape – Un viaggio nella medicina del futuro” – il primo podcast in Italia interamente dedicato alle terapie avanzate e altre innovazioni tecnologiche, disponibile sulle più note piattaforme di podcast – si concentra sulle terapie digitali (DTx). Si tratta di terapie a tutti gli effetti: sono sviluppate attraverso una sperimentazione clinica, seguono un percorso di approvazione da parte degli enti regolatori e possono essere prescritte dal medico e rimborsate dal servizio sanitario. Questa puntata è stata realizzata grazie alla collaborazione di Eugenio Santoro, Capo del Laboratorio di Informatica Medica del Dipartimento di Salute Pubblica presso l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano. Come per le puntate precedenti, il racconto è accompagnato da una storia illustrata, scaricabile qui.
Come è tradizione da quattro anni a questa parte, l’inizio del nuovo anno è il momento in cui l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) fornisce una panoramica sui medicinali che hanno ricevuto un parere positivo dall’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) nell’anno precedente e su quelli che potrebbero averlo nell’anno in corso. Il nuovo Rapporto “Horizon Scanning: scenario dei medicinali in arrivo” è stato pubblicato sul portale dell’AIFA a fine marzo e riporta che per l’anno 2022 è previsto un parere da parte dell’EMA per 96 nuovi medicinali, con una prevalenza di farmaci antineoplastici, seguiti da medicinali per il sistema nervoso e sensoriale, immunosoppressori e immunostimolanti e medicinali dell’apparato digerente e del metabolismo. Dei 29 farmaci orfani attualmente in valutazione, 7 sono terapie avanzate, campo in cui ci si attende un costante ampliamento dell’armamentario terapeutico nei futuri anni.
E ora abbiamo letto anche l’ultimo capitolo del codice della vita: ma è davvero una notizia così strabiliante? Con sei articoli pubblicati su Science tra il 31 marzo e il 1° aprile – e la copertina dedicata, dal titolo “Filling the gaps” (riempire i vuoti) - gli scienziati del consorzio Telomere-to-Telomere (T2T) hanno pubblicato la sequenza più completa e senza lacune del genoma umano. L’8% – circa 200 milioni di paia di basi – rimasto non sequenziato nelle precedenti versioni è stato rivelato e sono stati anche corretti alcuni errori. Questo permette di avere una maggiore conoscenza del nostro DNA, con possibili futuri risvolti positivi per la medicina personalizzata, in primis terapia genica ed editing genomico, ma anche per studi sull’evoluzione e sulla genetica di popolazione. Un ottimo traguardo, ma non una notizia rivoluzionaria come quella data da Bill Clinton a giugno 2000 all’annuncio del completamento del Progetto Genoma Umano.
Milano, 04 aprile 2022 - È stato presentato oggi il secondo volume del progetto “Cell Therapy Open Source”, “Le terapie CAR-T: l’accesso ai pazienti”, scaricabile dal sito di Osservatorio Terapie Avanzate. Il progetto, nato nel 2020 dalla collaborazione di Gilead Sciences e Osservatorio Terapie Avanzate, ha voluto creare un documento di discussione e riflessione ‘aperto’ – in costante aggiornamento - sulle terapie a base di cellule CAR-T; un percorso che consente di seguire e valutare i cambiamenti generati dall’introduzione e dall’utilizzo di queste terapie in Italia.
Dal 2009 a settembre 2021 nell’Unione europea sono state approvate 19 terapie avanzate - 5 di queste poi ritirate dal commercio - principalmente per malattie monogeniche, neoplasie ematologiche e lesioni. Autorizzate sulla base di 25 trial clinici, di cui la maggior parte piccoli studi in aperto, non randomizzati, a braccio singolo, che hanno confrontato l'efficacia dei medicinali di terapia avanzata (ATMP) con i controlli storici e utilizzando variabili intermedie (endpoint secondari) per valutarne l'efficacia. Metodologie cliniche più flessibili insomma, che, sempre nel rispetto della sicurezza per i pazienti, hanno permesso un accesso più veloce sul mercato. Restano però aspetti da affrontare dovuti all’incertezza sul rapporto rischi/benefici del prodotto al momento dell'approvazione, sull’effetto a lungo termine, ai limiti dello sviluppo non clinico e ai complessi aspetti di manifattura delle terapie avanzate che giocano un ruolo chiave nello sviluppo clinico, e all'impostazione post-marketing. Tutti punti discussi nella review pubblicata lo scorso dicembre su Molecular Therapy: Methods & Clinical Development.
È anche nota come “Christmas disease” dal nome di Stephen Christmas, la prima persona che esattamente settant’anni fa ricevette una diagnosi di emofilia B, una patologia ereditaria che colpisce circa un maschio su 30 mila nati ed è provocata dalla carenza del fattore IX (FIX) della coagulazione. Similmente all’emofilia A, gli individui colpiti da questa seconda forma di coagulopatia vanno incontro al rischio di sanguinamenti di diversa gravità, che colpiscono prevalentemente le articolazioni, i muscoli e gli organi interni, e sono costretti a sottoporsi per tutta la vita a infusioni profilattiche di FIX che ne integrino (in via temporanea) i bassi livelli nel sangue. Almeno sino all’arrivo della terapia genica che potrebbe rivoluzionare la situazione.
Website by Digitest.net