A distanza di alcuni anni dai primi risultati, arrivano nuovi dati che rafforzano l’ipotesi che i vaccini a mRNA possano rappresentare una svolta nel trattamento del melanoma ad alto rischio (ne avevamo parlato qui). Moderna e Merck (MSD fuori da Stati Uniti e Canada) hanno infatti annunciato i risultati del follow-up a cinque anni dello studio clinico di Fase IIb KEYNOTE-942, che valuta la combinazione tra intismeran autogene (mRNA-4157 o V940) e l’immunoterapico pembrolizumab. I nuovi dati confermano quanto osservato nelle precedenti analisi a due e tre anni: la combinazione vaccino a mRNA e immunoterapia riduce del 49% il rischio di recidiva o morte nei pazienti con melanoma in stadio III o IV ad alto rischio sottoposti a resezione chirurgica completa, rispetto alla sola somministrazione del solo pembrolizumab.
Chi è Giuseppe Novelli? E perché la sua carriera è così intimamente collegata alla disciplina che studia il ruolo e la funzione dei geni da cui è formato il DNA? Nei decenni passati molti italiani hanno preso parte alla costruzione dell’edificio della genetica, con ricerche di enorme prestigio, sia in campo medico (Enrico Gandini o Bruno Dallapiccola), sia nella genetica di popolazione - basta pensare agli studi sull’evoluzione umana svolti da Luigi Luca Cavalli-Sforza. Nel libro "Leggere i geni - Viaggio nelle meraviglie del DNA" (Egea, 2026) – da oggi nelle librerie - la crescita della genetica, quale ambito di primaria rilevanza per conoscere noi stessi, come siamo fatti e da dove derivano le malattie che ci affliggono, viene raccontata seguendo la traiettoria professionale e umana di un uomo che al DNA ha dedicato la sua intera esistenza, riuscendo a dialogare con i grandi nomi grazie a cui questo settore ha vissuto trasformazioni e mutamenti decisivi.
La società di neurotecnologia Paradromics con sede in Texas ha ricevuto l’approvazione della Food and Drug Administration (FDA) statunitense per testare Connexus: un impianto cerebrale volto a ripristinare la facoltà di parlare nelle persone che non possono più farlo a causa di gravi disabilità motorie. Il via libera è arrivato lo scorso novembre e autorizza ufficialmente il primo studio clinico sull’essere umano del dispositivo, che dovrà dimostrarsi sicuro a lungo termine e capace di catturare e decodificare specifici stimoli cerebrali, traducendoli in testo o in una voce digitale, consentendo anche alle persone paralizzate di comunicare.
A novembre 2025 il Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) aveva adottato un parere positivo, raccomandando alla Commissione Europea la concessione dell’autorizzazione all’immissione in commercio (AIC) per etuvetidigene autotemcel (Waskyra), una terapia genica ex vivo per il trattamento della sindrome di Wiskott-Aldrich (WAS) - una rara immunodeficienza ereditaria. È ora giunta anche la formalizzazione dell’approvazione da parte della Commissione Europea: Waskyra potrà essere commercializzata in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, e potrà essere successivamente oggetto di valutazioni nazionali relative a prezzo e rimborsabilità all’interno dei sistemi sanitari pubblici.
Il problema è noto: tante patologie sono teoricamente trattabili correggendo i difetti genetici responsabili con l’aiuto degli strumenti CRISPR, ma farlo rischia di essere difficile e persino impossibile per ragioni di rigidità regolatoria e insostenibilità economica. Il caso del primo neonato trattato con una terapia di editing sviluppata su misura a tempo di record (il piccolo KJ Muldoon) ha rappresentato una splendida dimostrazione di principio. Ma ha lasciato tanti genitori di bambini con malattie rare a chiedersi: quando arriverà il nostro turno? Mentre tra gli specialisti serpeggia da tempo la domanda: gli investitori torneranno a considerare l’editing come un approccio profittevole su cui ha senso investire?
Con l’approvazione europea nel 2024 e la successiva (2025) rimborsabilità di exagamglogene autotemcel (Casgevy) da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), la terapia a base di Crispr-Cas9 per la beta-talassemia e l’anemia falciforme sta facendo il suo ingresso nella pratica clinica italiana. Una svolta attesa da decenni che sta ora impegnando Regioni, Centri Trapianto, Centri Aferesi, Centri di cura delle Talassemie e relative reti, nella costruzione di percorsi assistenziali che richiedono competenze multidisciplinari e una forte integrazione tra clinici, trapiantologi, aferesisti, farmacisti e servizi di laboratorio. In questo scenario, la Sardegna - territorio storicamente centrale per la talassemia in Italia - sta completando il proprio modello operativo e si prepara ad avviare i primi trattamenti. Osservatorio Terapie Avanzate ne ha parlato con Susanna Barella, direttrice della SC Microcitemie e Anemie rare dell’Ospedale Pediatrico Microcitemico Antonio Cao della ARNAS Brotzu di Cagliari.
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