
Osservatorio Terapie Avanzate realizza e aggiorna costantemente le tabelle che riassumono lo stato di approvazione delle terapie avanzate in Europa e in Italia e le terapie avanzate rimborsate in Italia.
Le tabelle sono scaricabili gratuitamente e disponibili ai seguenti link:
Nel marzo 2025, presso lo Xinhua Hospital di Shanghai (affiliato alla Shanghai Jiao Tong University School of Medicine), una bambina di 6 anni con sindrome di Snijders Blok-Campeau ha ricevuto un'infusione sperimentale di una terapia di base editing diretta al sistema nervoso centrale, nell'ambito di uno studio clinico con un solo paziente. Sette giorni dopo il trattamento, la bambina - identificata con lo pseudonimo Mei nella ricostruzione dei fatti - è morta per una grave reazione immunitaria correlata alla terapia. Il decesso non è mai stato reso pubblico dai responsabili del trial né dall'ospedale, ed è stato rivelato solo lo scorso 23 luglio da un'inchiesta di Science e Retraction Watch firmata da Brendan Borrell.
Ci sono nomi talmente evocativi da non necessitare di spiegazioni ed “Ebola” è uno di quelli: da cinquant’anni questo nome è abbinato a un virus letale e, per estensione, a una malattia in grado di falciare ferocemente migliaia di vite. Alcuni mesi fa l’esplosione di un nuovo focolaio di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo ha riportato in primo piano la pericolosità del contagio, facendo scattare un’emergenza mondiale che ha riportato in primo piano la corsa che da anni si sta facendo per mettere a punto un vaccino efficace. Grazie ai passi avanti fatti nella messa a punto di nuove tipologie di vaccini durante la pandemia da COVID, oggi le prospettive di successo sono aumentate rispetto al passato.
Il 1° luglio 2026 la Food and Drug Administration (FDA) ha approvato l'estensione dell'indicazione di Casgevy (exagamglogene autotemcel, exa-cel) ai pazienti a partire dai 2 anni di età con anemia falciforme (SCD) caratterizzata da crisi vaso-occlusive ricorrenti o con beta-talassemia trasfusione-dipendente (TDT). Si tratta della prima terapia genica approvata per bambini così piccoli affetti da anemia falciforme grave. Fino a oggi Casgevy, sviluppato da Vertex Pharmaceuticals in collaborazione con CRISPR Therapeutics, era autorizzato negli Stati Uniti solo dai 12 anni in su. La decisione arriva a poco più di due anni e mezzo dalla prima approvazione regolatoria assoluta per una terapia basata sull’editing genetico.
Tra il prelievo di un organo da un donatore e il suo impianto nel ricevente trascorrono alcune ore che, fino a pochi anni fa, avevano come unico scopo quello di conservarlo nelle migliori condizioni possibili. Oggi, invece, potrebbero trasformarsi in un'opportunità per intervenire direttamente sul tessuto prima del trapianto. I ricercatori della startup CasNx stanno sviluppando una piattaforma basata su CRISPR da utilizzare durante la perfusione meccanica per modulare temporaneamente l'espressione di geni coinvolti nel rigetto immunologico, nell'infiammazione e nelle infezioni virali - tre dei principali fattori che possono compromettere la qualità di un organo e portarne all'esclusione dal trapianto. La strategia è descritta in una roadmap pubblicata il mese scorso su Nature Reviews Bioengineering.
L’inizio del nuovo millennio ha cambiato il modo di diagnosticare e curare i linfomi e le leucemie, con strumenti accurati per distinguere meglio tra una forma di malattia e l’altra e, di conseguenza, interpretare le cure con maggior precisione e con un più elevato livello di personalizzazione. Se c’è un ambito in cui la medicina basata sul profilo del paziente ha espresso il suo massimo potenziale è l’onco-ematologia, tuttavia quando anche il fronte di cura più avanzato cede al ritorno della malattia, le speranze si fanno più sottili e gli interrogativi crescono: perché in alcuni pazienti affetti da leucemia mieloide acuta, il trapianto allogenico non basta e la malattia va in recidiva? La risposta a questa domanda si trova in uno studio, recentemente pubblicato su Journal of Clinical Oncology e guidato dal professor Luca Vago, coordinatore della Disease Unit Leucemie Acute al Comprehensive Cancer Center dell’IRCCS Ospedale San Raffaele.
Con una popolazione che invecchia e un carico crescente di malattie croniche legate all'età, il costo – non solo economico ma anche emotivo, per gli individui, le famiglie e la società - rischia di diventare molto importante se non si interviene. Al WOMA Forum, Marco Quarta - scienziato ed imprenditore, co-fondatore e Chief Scientific Officer di Rubedo Life Sciences - ha delineato i contorni di un campo che è ancora giovane ma già operativo: la medicina dell’invecchiamento. Intervistato da Osservatorio Terapie Avanzate, Quarta chiarisce subito l'equivoco più comune: l'obiettivo non è allungare la vita, ma estenderne la qualità, agendo sui meccanismi biologici dell'invecchiamento che la ricerca ha iniziato a chiarire negli ultimi anni. L'ambizione è trattare queste condizioni decenni prima che si manifestino, spostando la medicina da un modello reattivo a uno anticipatorio e preventivo.
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